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Kölsch
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La mwbgKölsch è una birra tradizionalmente prodotta a mwbwColonia e nella regione limitrofa. È uno mwcastile di mwcqbirra tedesca ad mwcgalta fermentazione. Il suo colore è dorato e contiene in media il 4.8% d'mwcwalcool; possiede un sapore leggermente fruttato e debolmente amaro. In mwdaGermania si dice che è «l'unica lingua che si parla e si beve» in quanto anche il dialetto di Colonia, in mwdqtedesco, è detto mwdgKölsch.

Nel settembre 1997, a livello mweaeuropeo, è oggetto di una mweqindicazione geografica protetta (IGP)cite-ref-1[1] e suo disciplinare di produzione modificatocite-ref-2[2] nel 2009. A livello locale, la sua produzione è regolamentata dalla mwggKölsch Konvention, creata da un accordo tra fabbricanti di birra.

mwhaDüsseldorf e mwhqColonia sono città rivali da lungo tempo, sebbene oggi tale rivalità si sia ridotta a disputare su quale delle loro birre sia la migliore, lmwia'mwiqmwigAltbier di mwiwDüsseldorf o la mwjaKölsch di mwjqColonia.

Contents

Storia
Weiss
Note

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Storia

La tradizione della birra di Colonia è attestata fin dall'mwlq874 e la sua produzione avveniva originariamente senza aggiunta di mwlgluppolo: essa veniva aromatizzata con numerose erbe mentre la fermentazione aveva luogo senza aggiunta di lievito ma semplicemente lasciandola all'aria. Occorre attendere il mwlwXV secolo perché venga escluso l'impiego dei diversi tipi di erbe o spezie, destinate a modificarne il gusto (rosmarino, anice, ecc.). L'antesignana della Kölsch, la Wiess, fu prodotta inizialmente nel mwmaXIX secolo e nel mwmq1906 questa, prodotta dall'industria Sünner, non essendo filtrata, non era limpida. La denominazione mwmgKölsch comparve nel mwmw1918.

Durante la prima metà del mwnqXX secolo la mwngKölsch era soprattutto bevuta nei caffè; alla vigilia della mwnwseconda guerra mondiale erano attivi a Colonia ben 40 mwoabirrifici, dei quali però soltanto due sopravvissero alle distruzioni dei bombardamenti alleati. La loro riapertura fu rapida, nonostante l'estrema difficoltà nell'immediato dopoguerra a reperire gli ingredienti, e a partire dagli mwoqanni sessanta la Kölsch tornò a diffondersi nella regione.

A causa di vertenze che riguardavano l'utilizzo della denominazione, i fabbricanti di birra si associarono nella mwowKölsch Konvention il 6 marzo mwpa1986. L'organizzazione fu incaricata di standardizzare la produzione e la distribuzione della birra; essa fu ufficialmente riconosciuta dall'amministrazione federale nel mwpq1996. Da allora solo la birra prodotta nella città di Colonia dai birrifici sottoscrittori della Konvention può fregiarsi del nome di "Kölsch". Birre simili prodotte al di fuori della città vengono normalmente commercializzate con nomi diversi il cui uso non è regolamentato, per non incorrere in azioni legali. Molto frequente l'uso del nome latino originario della città, "Colonia", che non è legalmente protetto.

La mwpwKölsch è diventata dagli anni '60 uno dei simboli dell'identità regionale. Così, nel mwqa1998, parodiando la frase famosa di mwqqJohn Fitzgerald Kennedy, «mwqgIch bin ein Berliner» (Io sono un berlinese), il presidente statunitense mwqwBill Clinton esclamò, in occasione di un vertice del mwraG8 a Colonia, «mwrqIch bin ein Kölsch» (Io sono un mwrgKölsch).cite-ref-3[3]

Da una produzione di soltanto 500.000 ettolitri del mwta1960, la produzione della birra a Colonia è salita nel mwtq1980 a 3,7 milioni di ettolitri prodotti. Nel mwtg2005 sono stati "fermentati" 2.4 milioni di ettolitri di mwtwKölsch .cite-ref-4[4]

Produzione

La mwvgKölsch è prodotta conformemente alla mwvwmwwaReinheitsgebot del mwwq1516, il decreto sulla purezza della birra, modificato nel mwwg1906; essa è dunque composta esclusivamente da mwwwacqua, mwxamalto d'mwxqorzo, mwxgluppolo e malto di mwxwgrano (in alcune marche in piccola quantità).

La densità iniziale del mosto varia tra l'11,2% e 11,8mwyq % (corrisponde alla percentuale in massa d'estratto secco del mosto prima della fermentazione).

La fermentazione dura da 4 a 6 giorni ad una temperatura tra i 15 ed i 20 gradi Celsius ed arriva ad un tenore d'alcool, a medio termine, del 4,8mwyw %.

La birra è in seguito filtrata, il che le conferisce limpidezza.

Cultura e folklore

Il bicchiere

La mwaaKölsch si beve tradizionalmente in bicchieri cilindrici alti e stretti, da 0,2 l, denominati mwaqmwagKölschglas o mwawKölner Stange. Se bevuta in compagnia, è allora servita in mwbaKränze (corone), vassoi rotondi a fori, muniti di un manico centrale, che portano 11, 14 o 16 bicchieri. Può anche essere servita nei piccoli mwbqStösschen, bicchieri da 0,1 l.

Nel resto della mwbwGermania, e nel sud in particolare, la ridotta capienza di questi bicchieri vale loro il soprannome beffardo di mwcaReagenzgläser (provette). Per conquistare nuovi consumatori, fu creato il mwcqKneipen, bicchiere da 0,3 o 0,4 l. D'altra parte, la metà della produzione è commercializzata in bottiglie della capacità di mezzo litro.

Identità regionale

Un tedesco che dichiara la sua inclinazione per la mwdaKölsch è come se affermasse la sua identità mwdqrenana, ed il suo attaccamento a Colonia in particolare.

Grande concorrente della mwdwKölsch è la mweamweqAltbier, che è prodotta nella città vicina e rivale, mwegDüsseldorf.

Il lato femminile di Kölsch

La Kölsch non è considerata una bevanda tipicamente maschile e piace ad un numero notevole di donne: il 75% delle donne di Colonia si dichiara consumatrice regolare, di cui il 20% quotidiana. Gli abitanti della regione di Colonia ritengono importante, in un'uscita di gruppo, bere una mwfwKölsch per abolire le differenze sociali.

I vari fabbricanti di birra

Ogni industria di birra di Colonia produce una propria versione della birra.

I principali marchi sono:

• mwhqDom Kölsch
• mwhwFrüh Kölsch
• mwiqGaffel Kölsch
• mwiwGilden Kölsch
• mwjqKüppers Kölsch
• mwjwKurfürsten Kölsch
• mwkqMühlen Kölsch
• mwkwPeters Kölsch
• mwlqReissdorf Kölsch
• mwlwSion Kölsch
• mwmqSünner Kölsch
• mwmwZunft Kölsch

Numerosi fabbricanti di birra imitano la mwnqKölsch all'estero, in particolare gli mwngStati Uniti (mwnwKölsch-style ale) e il mwoaGiappone.

Weiss

Ovvero "bianca" in dialetto di Colonia (Weiss in tedesco standard), è una versione torbida e non filtrata della mwowKölsch.

Note

cite-note-11. mwqgRegolamento (CE) n. 1875/97 della Commissione del 26 settembre 1997 che completa l'allegato del regolamento (CE) n. 2400/96 per quanto riguarda l'iscrizione, inoltre, della mwqwKölsch (IGP) nel Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche. mwraGazzetta ufficiale dell'Unione europea L 265 del 27.9.1997.
cite-note-22. mwsaRegolamento (CE) n. 430/2009 della commissione del 25 maggio 2009 recante approvazione di modifiche non secondarie del disciplinare di una denominazione registrata nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette mwsqKölsch (IGP) mwsgGazzetta ufficiale dell'Unione europea L 127/3 del 26.5.2009.(Consultato il 3 maggio 2012)
cite-note-33. mwtg(mwtwmwuaDEmwuq) mwugArticolo di mwuwSpiegel online (Consultato il 30 maggio 2011)
cite-note-44. mwvwmwwamwwqVolume of Kölsch Production, in mwwgEuropean Beer Guide Cologne Breweries. mwwwURL consultato il 17 ottobre 2006.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Kölsch

Collegamenti esterni

• citerefeambrosia(EN) Kölsch, su eAmbrosia, Commissione europea.
• mwygDom Kölsch, su dom-koelsch.de.
• mwzaFrüh Kölsch, su frueh.de.
• mwzgGaffel Kölsch, su gaffel.de.
• mw0aGilden Kölsch, su gilden.de.
• mw0gKüppers Kölsch, su kueppers-koelsch.de. URL consultato il 7 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2007).
• mw1aMühlen Kölsch, su muehlenkoelsch.de.
• mw1gReissdorf Kölsch, su reissdorf.de.
• mw2aSion Kölsch, su sion.de.
• mw2gSünner Kölsch, su suenner-koelsch.de. URL consultato il 22 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2006).
• mw3aZunft Kölsch, su zunft-koelsch.de.
• mw3gSester Kölsch, su sester.de.
• mw4aPäffgen Kölsch, su max-paeffgen.de.
• mw4gRamsdorfer Kölsch, su ramsdorfer-koelsch.de. URL consultato il 7 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2018).